Aumentano le royalties: la BMI distribuisce 887 milioni di dollari ai suoi artisti

La BMI è una delle più importanti società americane che si occupa di gestire i diritti dei brani musicali. Ha da poco annunciato che nel 2015 il suo guadagno ha superato il miliardo di dollari: secondo il comunicato ufficiale si tratta del più alto record raggiunto in tutta la storia dell’azienda, registrando una crescita del 4% rispetto all’anno precedente. Tale risultato – 1.013 miliardi per la precisione – supera di poco quello del principale concorrente di BMI, la Ascap che, invece, ha guadagnato 1.001 miliardi. Di questo totale, la BMI ha ridistribuito 877 milioni di dollari ai suoi artisti: la lista comprende centinaia di nomi tra cui Taylor Swift, Nile Rodgers, Adam Levine dei Maroon 5 e molti altri.

Ascap e BMI detengono più del 90% dei diritti dei principali successi pubblicati in America e nonostante la crisi discografica, i loro guadagni sono sempre cresciuti. Come potete intuire, una buona parte di questi deriva dalle vendite digitali e dai servizi di streaming, si parla di una crescita del 65% rispetto all’anno prima.

Lo streaming è uno dei campi su cui investire maggiormente e diventa fondamentale ottenere il miglior prezzo possibile dai vari servizi. La scorso maggio la BMI ha vinto una causa contro la radio digitale Pandora – che ora ha fatto ricorso in appello – riuscendo a portare la percentuale delle revenue share da 1.75% a 2.5%.

BMI e Ascap stanno chiedendo un cambiamento del regolamento federale, ormai in vigore da decenni, con lo scopo di avere un maggiore controllo sulle loro licenze al fine di garantire ai propri artisti un guadagno maggiore dai servizi di streaming.

Autore: JustAdmin
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